Rubiera - Guida Turistica

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.: RUBIERA
 Rubiera (Rubéra in dialetto reggiano) è un comune di 13.041 abitanti della provincia di Reggio Emilia. È situato sulla via Emilia, collegato col capoluogo da un servizio di autobus e dotato di stazione ferroviaria sulla linea Milano-Bologna.
 L’originario nome di Rubiera è Corte de Herberia, e potrebbe derivare dal celtico er-beria («in mezzo alla pianura»), mentre al Museo lapidario di Modena si conserva una lapide del 259 d.C., che racconta della costruzione di un ponte in pietra sul Secchia da parte degli imperatori romani Gallieno e Valeriano, dopo che quello precedente realizzato in legno era andato distrutto da un incendio. Le prime notizie di epoca storica risalgono al 915, quando essa era feudo dei Supponidi, poi passò agli Obertenghi. Nell’alto Medioevo il centro perde importanza a favore della campagna circostante, e proprio in questa occasione che prendono le mosse gli insediamenti abitativi prima sconosciuti intorno alla pieve dei Santi Faustino e Giovita, che risale al 980. Nel XII secolo, attraverso l’intervento del comune di Reggio Emilia, il centro collocato strategicamente sulle rive del Secchia e capace di controllare i traffici che correvano lungo la via Emilia, recupera importanza. Se ne trovano tracce storiche sui documenti con il nome di Herberia, difeso da mura possenti e da un sicuro castrum. Proprio la nuova connotazione militare del centro che si va popolando di gente proveniente anche dalle zone limitrofe finirà per essere il denominatore comune di una parte sostanziosa della storia successiva: le battaglie tra modenesi e Reggiani nel 1200; gli scontri tra le fazioni reggiane del secolo successivo; le battaglie tra il XV e XVIII secolo tra eserciti di diversa provenienza. È da ricordare che a Rubiera nel maggio 1409, in una battaglia contro i Visconti, fu ucciso Ottobono Terzi, ultimo signore di Reggio. Per circa due secoli Rubiera fu feudo dei Boiardi (discendenti dei Bianchi di Lunigiana) che nel 1423 dagli Estensi furono «convinti» a scambiare questo feudo con Scandiano. Dal 1512 al 1523 Rubiera fu conquistata dai Pontifici che la infeudarono ai Pio di Carpi: al ritorno degli Este, la troviamo feudo della famiglia Sacrati originaria di Fusignano (RA) e fedelissima del Duca; la rocca fu ancora rafforzata e circondata da un profondo fossato che prendeva acqua dal Tresinaro. Venne poi adibita a prigione per i reati più gravi, e fu a Rubiera (dipendente allora da Modena) che si riunì il Tribunale Statario che emise ed eseguì, il 16 ottobre 1822, la condanna a morte del cospiratore carbonaro don Giuseppe Andreoli.
 Raggiunta l’unità d’Italia, Rubiera manda in archivio la sua connotazione militare abbattendo le mura che cingevano il borgo, mentre il Forte nel 1873 passa dallo Stato ai privati rinunciando al suo ruolo di prigione temutissima per le atroci condizioni di vita cui venivano sottoposti i suoi ospiti. A quei tempi i rubieresi lo chiamavano «Sasso» perché appunto diroccato e in abbandono. Nel 1922, allo scopo di raddrizzare il tracciato della via Emilia, venne demolita la parte centrale; il resto fu adibito ad abitazioni. La storia più recente di Rubiera coincide con l’impulso che tutto il comprensorio industriale della zona ha avuto. Il territorio comunale è tutto pianeggiante e ciò ha consentito la diffusione massiccia sia di coltivazioni agricole che di attività industriali di vario tipo. Il recupero recente di numerosi palazzi storici del centro ha fatto tornare in possesso dei rubieresi i luoghi di maggior prestigio e storia cittadina.